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Tutto sulla pesca surfcasting e le attrezzature
Surfcasting, una disciplina che conta migliaia di appassionati e che rappresenta sicuramente una delle tecniche di maggiore interesse di tutto il panorama della pesca sportiva. Il segreto di tanto successo non risiede sicuramente nella quantità del pescato che spesso è assai limitato, né tanto meno nella semplicità dell'azione di pesca che in molti casi richiede sacrificio e dedizione. Il motivo di tanto successo risiede sicuramente nella spettacolarità dell'ambiente dove spesso ci troviamo ad operare, nella filosofia insita in questa specialità e nella serenità e il relax che solo la spiaggia può riservarci. Detto questo, il surfcasting è una tecnica assai varia e non facile da praticare e richiede tanta passione e impegno: in altre parole, per ottenere buoni risultati è necessario essere dotati di un discreto bagaglio tecnico che solo l'esperienza e il tempo ci possono garantire. Conoscere adeguatamente l'uso dell'attrezzatura, imparare ad eseguire correttamente i nodi, costruire e scegliere i terminali idonei alla cattura delle singole specie, possedere una buona tecnica di lancio, tutto ciò, insieme a tanti altri fattori, determina un buon pescatore.

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Attenzione, però, la dote che più d'ogni altra contribuisce alla nostra formazione è sicuramente quella che potremo chiamare “il senso dell'acqua”. Purtroppo, mentre è possibile con un po' di dedizione imparare abbastanza velocemente le nozioni tecniche, acquisire una buona “acquaticità” è cosa assai difficile; spesso sono necessari anni d'esperienza, uno spiccato spirito d'osservazione e molte volte anche una certa predisposizione, tutte cose che nessuno ci può insegnare. Tuttavia , la conoscenza dei luoghi e il saper interpretare al meglio i bollettini meteo, saranno i fattori che ci aiuteranno nella scelta del luogo, alimentando la speranza di “trovarci nel posto giusto nel momento giusto”.
La scelta della spiaggia!
Molte sono le tipologie di spiagge che interessano il surfcasting a cominciare dalla granulometria della sabbia, al tipo di fondale, ed ovviamente all'esposizione che esse hanno ai venti principali. Tutti questi fattori, insieme con altri, risultano determinanti ai fini di decidere il luogo dove effettuare la nostra battuta di pesca. Inoltre, la stagionalità della pesca, mirata alla cattura delle singole specie, condiziona notevolmente la nostra scelta che deve essere sempre fatta tenendo conto di tutti questi fattori. Infine, possiamo dividere, molto schematicamente, i tipi d'arenile in due grandi categorie: la prima caratterizzata da spiagge molto estese, lunghe spesso alcuni chilometri ed esposte alle forti mareggiate; la seconda, invece, da piccole baie racchiuse tra due punte rocciose, caratterizzate spesso da fondale elevato, misto e ciottoloso. Nel primo caso l'ampiezza e la varietà del litorale impone un'attenta osservazione della spiaggia prima di scegliere la postazione, sapendo che ad ogni punta di sabbia molto pronunciata corrisponde un “panettone” si secca, mentre un tratto concavo della battigia indica che in acqua avremo un bel canalone, una buca come la chiamiamo noi in Toscana. Infine, un tratto di costa lineare sta a significare che anche il fondale in quel tratto si presenta sostanzialmente uniforme. La scelta di dove posizionare i nostri picchetti sarà dettata dalle condizioni del mare e delle prede che intendiamo insidiare: in piena mareggiata e durante la scaduta il canalone risulterà ottimo, alga permettendo, per la pesca delle spigole e non solo, mentre sarà più produttivo, quando il moto ondoso diminuirà notevolmente fino a risultare completamente assente, svolgere la nostra azione di pesca sopra e ai margini delle secche, dove potremo sfruttare anche il più piccolo movimento dell'acqua legato alla corrente. Affrontare una piccola baia, invece, è decisamente più facile e generalmente, salvo eccezioni ed esigenze particolari, il centro spiaggia offre sempre buone possibilità di cattura. Inoltre, questa tipologia di spiaggia, come abbiamo già accennato in precedenza, è generalmente caratterizzata da un fondale elevato, una caratteristica che ci suggerisce un'azione di pesca a corta e media distanza.
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Occhio al tempo
Quando e dove programmare le nostre uscite ? Decidere non è sempre facile e spesso siamo condizionati dalle reali possibilità che abbiamo di recarci a pesca nei periodi e luoghi migliori; tuttavia, potendo scegliere è bene tener presente alcuni fattori determinanti e primo su tutti le condizioni meteo marine presenti in quel luogo e in quel preciso momento. E' buona norma quindi prendere confidenza con i bollettini meteo, prestando la massima attenzione alla forza e direzione del vento, agli sbalzi di pressione atmosferica e al relativo arrivo delle perturbazioni: in sostanza, saper interpretare al meglio le previsioni affinchè si possa scegliere il luogo ideale e programmare la nostra battuta di pesca in modo adeguato. Detto questo, è bene sapere che in ogni spiaggia, ma in generale in ogni tratto di costa, le condizioni ideali per la pesca si creano maggiormente durante le perturbazioni generate dal vento primario di quella determinata zona. Per fare un esempio, sulla costa dell'alto Tirreno le mareggiate di libeccio sono le più frequenti e quelle di maggiore intensità e durata: ebbene è proprio durante queste perturbazioni che si creano le condizioni più favorevoli per scendere in spiaggia in questo tratto di mare. In altre parole, quando dobbiamo affrontare una località che non conosciamo, è bene raccogliere più informazioni possibili, ma principalmente è indispensabile sapere quel tratto di costa da quale vento è maggiormente battuto e, per programmare le nostre uscite, possibilmente scegliere le mareggiate da esso generate.

Ultimo Frangente
Chi non ha sentito parlare dell'ultimo frangente ? Da sempre, infatti, nell'immaginario di ogni surfcaster in quell'ultimo frangente è racchiusa la chiave di successo di ogni battuta di pesca e chi pratica questa disciplina ripone in tale meta grandi speranze e aspettative, tanto che la necessità d'imparare a lanciare spesso è legata al raggiungimento di questo obiettivo. In realtà la verità, come in molti casi accade, è nel mezzo e, pur essendo un sito di grande interesse, il famigerato ultimo frangente non è sempre cosi produttivo come si pensa. In primo luogo, nella maggior parte dei casi esso è situato a distanze irraggiungibili anche per i lanciatori più abili ed inoltre non sempre in questo punto si creano le condizioni ideali ai fini della nostra azione di pesca. In altre parole, fatto eccezione per l'inizio mareggiata e la scaduta, in prossimità dell'ultimo frangente, nel pieno della mareggiata, le onde che sbattono violentemente sul bordo della secca creano in quel punto una fortissima turbolenza tale da limitare fortemente la presenza di pesce, fatta eccezione per alcune specie particolarmente poderose. Inoltre, e bene lo sanno gli amanti del surf estremo, in alcune situazioni, per rimanere in pesca in quella zona, è necessario utilizzare piombi pesantissimi e spesso non ci riusciamo lo stesso, senza considerare il fatto che in queste condizioni la fortissima turbolenza rende difficile il lavoro di qualsiasi montatura e terminale, sempre soggetti a facili garbugli. In altre parole, teniamo nella giusta considerazione l'ultimo frangente e sfruttiamolo nell'arco della mareggiata il tempo dovuto, quando lanciando i nostri piombi ci accorgiamo che rimangono in pesca senza troppa difficoltà per una durata sufficiente a far lavorare efficacemente le nostre esche.

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